ROSSOANTICO Intervista
da Rossoantico, 10/14/11 11:13:17

Antonio Pascuzzo e Rossoantico, l’intervista

Di Alessandro Calzetta.

Antonio Pascuzzo, per dieci anni è stato direttore artistico del The Place, noto music club della capitale, Oggi è tra i finalisti per l'assegnazione delle Targhe Tenco con il suo Rossoantico nella categoria OPERA PRIMA, questa è l'intervista fatta dal nostro magazine.

 

Antonio Pascuzzo come Paolo Conte, avvocato di professione e cantautore per vocazione, quanto è difficile oggi "fare l'avvocato" per quella musica colta fuori ormai da ogni business e da qualunque mercato discografico?

intanto grazie per il paragone che mi onora;
il mercato discografico è fatto da chi produce e da chi acquista, i pionieri del disco erano persone appassionate e coraggiose, e il pubblico aveva più occasioni di scelta; oggi mancano entrambe.

quanto alla musica di cui parli, è vero che non è nata per sbancare il mercato, come Hello Kitty, ma una crescita di professionalità dell'intero settore può ancora cambiare le cose:  se una Radio (parlo delle 10 più importanti) guadagna 10 milioni di euro al mese in pubblicità trasmettendo musica (per il 98% del tempo) e chi produce quella musica è sempre al verde, siamo di fronte, da un lato, ad uno dei più eclatanti esempi di ingiusta distribuzione della ricchezza, dall'altro, alla necessità di un salto di qualità collettivo, circa la consapevolezza dei propri diritti.

 

Per anni sei stato il direttore Artistico del The Place, un punto di riferimento per la canzone d'autore italiana, cosa ti ha lasciato quell'esperienza?

The Place è stata una sorta di laboratorio in cui una generazione di artisti, ma anche di produttori, di giornalisti, di fonici, ha iniziato, o proseguito, il suo percorso professionale; è stato il terreno comune in cui coltivare, ciascuno in ragione delle proprie inclinazioni, la propria passione nell'auspicio di darle continuità;
Per 10 anni è stata l'officina in cui  provavamo, sperimentavamo, testavamo tante cose che sono diventate dischi, concerti, spettacoli teatrali, collaborazioni tra artisti( centinaia...)ma anche riviste, uffici stampa, e addirittura film come nel caso di Rocco Papaleo e Basilicata coast to coast

 

Parliamo dei Rossoantico; a dirla tutta faccio difficoltà a relegarti o etichettarti sotto un unico nome, mi sembra di intuire che per te Rossoantico corrisponde ad un progetto musicale creato insieme ad una ensemble di musicisti talentuosi, ma il futuro di Antonio Pascuzzo si evolverà tra un miriade di collaborazioni come quella del "Coro dei Minatori di Santa Fiora", sbaglio?

ROSSOANTICO è il titolo del mio album d'esordio, ma anche del progetto che partendo dal live ha trovato la propria identità musicale, e se vogliamo, adesso, un nome d'arte.
abbiamo appena iniziato e considerando che ho atteso 44 anni per pubblicare il mio disco d'esordio, il proposito di darle continuità,  è molto più che una minaccia; diamo il tempo alle cose di maturare e al progetto di conquistarsi altri ambiti di visibilità.
questo non significa che non continuerò ad occuparmi di altre cose, o a collaborare con altri artisti, fa parte degli effetti collaterali non prevedibili dei nostri incontri, ma certo il mio progetto da cantautore è la priorità.

 

Coro dei Minatori di Santa Fiora e Rossoantico, due realtà legate profondamente alla musica popolare ed un certo modo di fare "canzone all'italiana".
Credi anche tu che sia importante partire dalle origini per poi esplorare culture musicali diverse al fine di creare quel particolare "crossover", quella commistione di generi cavalcata da artisti come Capossela o Conte?

non è un caso che il Gruppo di lavoro sia lo stesso: anche il disco del Coro dei Minatori è realizzato a 4 mani con Pericle Odierna uno straordinario musicista, compositore e arrangiatore con cui c'è un prezioso idem sentire;
la canzone che oggi chiamiamo popolare, è il ceppo da cui è nata la canzone d'autore;
averla percorsa ha arricchito le mie esigenze sia nella composizione delle melodie che nella scrittura dei testi.
In Rossoantico, c'è stata la scelta  di rubare il linguaggio evocativo ai suoni delle bande, con l'utilizzo di una ricca sezione di fiati che cerca di conservarne intatta le dinamiche;
simbolicamente le 2 esperienze si intrecciano nel brano spacco la roccia, presente in entrambi gli album e in cui siamo tutti insieme rossoantico e minatori;

i paragoni con Capossela e Conte mi lusingano.....nessuno è mai protetto dalla sua debolezza....
un Maestro è qualcuno che traccia un solco come un letto di un fiume;
ogni piccolo affluente può portare la sua acqua.....meglio se non si sversano liquami inutili e speriamo di non averlo fatto;
l'esperienza col coro è stata un sogno ad occhi aperti; abbiamo suonato in posti meravigliosi (primo maggio, notte della taranta, l'arcimboldi, il festival di sanremo) e con artisti e persone che ci hanno arricchito Simone Cristicchi, Kocani Orkestar, Hevia, Solis String Quartet, Mannarino, Ginevra di Marco, Patrizia Laquidara, quartetto euphoria;

 

In pochi anni, insieme ai tuoi musicisti sei riuscito a calcare i palchi più prestigiosi d'Italia, l'auditorium di Santa Cecilia,  il "Parco della Musica", Sanremo, e poi Tv e Radio.
Oltre alle tue innate qualità, il merito di questo successo, va forse un po' anche al The Place, ovvero quel luogo dove si creava, quello che io chiamo "il convivio artistico", ponte per numerose collaborazioni musicali?
sono esperienze che incoraggiano, come andare a suonare dal vivo a Parla con Me di Serena Dandini, o a Social Club di Luca Barbarossa su Radio 2;
Soprattutto accrescono l'attenzione del pubblico e sono un forte volano alla continuità; inoltre,  sono state il viatico che ci ha consentito questa estate di suonare in tante città ricevendo gratificanti riscontri sia in termini di gradimento che di pubblico

the place, è stata la casa che ho costruito proprio per poter dedicarmi in modo totale alla musica, uno "spazio" fisico è essenziale per ogni forma di vita.

 

Oggi ti trovi a concorre tra i finalisti per l'assegnazione delle Targhe attribuite dal prestigioso Premio Tenco, altro luogo dove si concretizza il "convivio artistico" che tiene ancora in vita la canzone d'autore italiana. Dopo tanti anni di partecipazione nelle vesti di spettatore come ti senti a far parte dei finalisti?

Club Tenco significa per me tante cose:
frequento il club Tenco da 9 anni grazie ad Enrico De Angelis che mi ha accolto e segnalato al club il lavoro che facevamo al the place;
con il Club Tenco è stata realizzata per 4 stagioni una fortunatissima rassegna ROMA DI AMILCARE; un omaggio ad Amilcare Rambaldi fondatore del Club di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita; una bella occasione per ricordarne la storia, a partire dalla sua città, dove alcuni  faticano a riconoscerne e commemorarne il valore.

sul palco del Tenco sono stato nel 2006 quando ho avuto il piacere di consegnare la Targa a Simone Cristicchi.

ma il Tenco mi legano ricordi più antichi e intimi: quando da adolescente seguivo la rassegna alla radio, insieme ad un mio amico oggi magistrato (Gianfranco Grillone) che quando ha saputo del mio ingresso tra i finalisti si è commosso (anche i GIP piangono);

in ultimo devo confessare che ho già fatto parte di una top ten del Tenco.......l'infermeria: un posto speciale dove il grande Lucien Barbieri somministra da bere a tutti gli assetati artisti e non, con pari diritti....IL VINO E' DI TUTTI....COME L'ACQUA!

 

Parlando proprio del Club Tenco, anche quest'anno la famosa rassegna sembra procedere in bilico per mancanza di fondi, segno che la canzone colta non trascorre un buon periodo. Nello stesso tempo Roberto Vecchioni sbanca il festival, mi chiedo oggi se ci sia ancora differenza tra canzone d'autore, canzone commerciale, canzone pop o canzone festivaliera, cosa ne pensi?

la crisi tocca tutti anche nelle cose più concrete e drammatiche;
ma la Rassegna della Canzone d'autore del Club Tenco è un pezzo della nostra identità, è come la prima alla Scala, metterla a rischio  è un preoccupante segno dei tempi, chi non conosce la propria storia, non ha futuro.
non sempre chi governa una città sa operare per il suo bene, Nerone è stato solo l'esempio più "scottante".
sulle differenze: La canzone d'autore è differente. La garanzia di coerenza consapevole  - almeno al Tenco- risiede anche nella circostanza - non del tutto marginale- che la locuzione "canzone d'autore" fu coniata proprio da Enrico De Angelis in un suo articolo del 1969;
il "Tenco" è stato, è,  e sarà differente: la forza della sua identità è fissata nel suo statuto: "il Club Tenco valorizza i cantautori che con la loro produzione abbiano contribuito a nobilitare la canzone italiana".


Oggi fai ancora l'avvocato oppure sei riuscito a fare il decisivo cambio di professione come i fratelli Conte o il Gianmaria Testa capostazione?

io ho dovuto invertire l'ordine dei fattori (temporali) per necessità: da emigrato studente fuori sede a roma, ho voluto innanzitutto assicurarmi la sopravvivenza....pagarmi gli studi da cantautore....  quando ho lasciato la professione forense non era una possibilità ma una necessità; (autocitazione "Gioia")


Grazie Antonio, ricordiamo che sei in lizza con i Rossoantico per l'attribuzione delle targhe tenco nella categoria OPERA PRIMA con l'album omonimo, ti faccio un grande in bocca al lupo sperando di vederti sul palco della Rassegna Tenco

 

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